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      9 dichiarazioni di Donald Trump talmente assurde da sembrare inventate

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      Foto via Flickr

      Usa 2016

      9 dichiarazioni di Donald Trump talmente assurde da sembrare inventate

      Di Valerio Bassan

      Noi italiani siamo ormai tristemente abituati alle uscite particolarmente volgari, inattendibili, o violente dei nostri politici — soprattutto in campagna elettorale. Negli Stati Uniti, però, c'è un personaggio che primeggia in un simile campionato di cialtroneria: Donald Trump.

      Presidente di un'organizzazione che porta il suo nome, conduttore televisivo in The Apprentice e ricchissimo imprenditore, Trump si è candidato alle primarie repubblicane in vista delle presidenziali 2016, quando spera di essere eletto per "rendere l'America di nuovo grande."

      Secondo alcuni sondaggi, Trump sarebbe al momento il candidato preferito dagli elettori conservatori.

      Le sue uscite pubbliche, tuttavia, hanno gettato discredito sulle idee e i valori con cui Trump vorrebbe far "risorgere" il suo paese. Nel suo campionario non manca nulla: ignoranza, razzismo, sessismo, ottusità, complottismo. Ecco alcune delle sue uscite pubbliche più assurde.

      1. Trump e i musulmani

      Dopo gli attentati di Parigi e San Bernardino, Donald Trump ha invocato una "chiusura totale e completa" delle frontiere americane per le persone di fede musulmana. Secondo il candidato alle primarie repubblicane, questa nuova politica anti-islam sarebbe necessaria "finché non siamo in grado di determinare e comprendere il problema, e la pericolosa minaccia che pone."

      Trump ha aggiunto anche: "Il nostro paese non può essere vittima di attacchi orribili da persone che credono soltanto nel jihad, e non hanno senso della ragione o rispetto per la vita umana."

      Da diversi anni, Trump teorizza l'esistenza di un "problema musulmano" nel mondo. Nel 2011, intervistato da Bill O'Reilly in diretta tv, alla domanda "c'è un problema musulmano nel mondo?" rispose: "Assolutamente. Assolutamente. Non mi sembra di vedere cittadini svedesi che buttano giù il World Trade Center."

      Nel Regno Unito, l'attivista Suzanne Kelly ha lanciato una petizione ufficiale per chiedere al Parlamento di impedire l'ingresso di Donald Trump sul suolo britannico. La petizione, lanciata prima delle ultime esternazioni razziste dell'imprenditore americano, oggi vola verso il mezzo milione di sostenitori. Ogni petizione che supera le 100.000 firme - quindi anche questa - viene valutata dalle Camere inglesi come possibile oggetto di un dibattito parlamentare.

      Lo scorso 7 dicembre, Trump ha criticato Barack Obama per avere ricordato che molti campioni americani dello sport erano di fede musulmana. Su Twitter, il candidato repubblicano si è chiesto "di chi stesse parlando." Molti utenti hanno risposto al tweet, ricordando a Trump i nomi di alcuni eccellenti sportivi americani di fede islamica: Mike Tyson, Shaquille O'Neal o Mohammed Alì.

      2. Trump e internet

      Se i terroristi si "arruolano" sul web, come possiamo fermarli? Se i bambini vogliono emulare i combattenti fondamentalisti, cosa possiamo fargli cambiare idea?

      Trump ha una fantasiosa soluzione: "Chiudere quell'internet in alcune aree, in un modo o nell'altro." Lo ha detto lunedì scorso, durante un comizio in Carolina del Sud. Per riuscirci, The Donald vorrebbe chiedere aiuto a Bill Gates—evidentemente pensa che il fondatore di Microsoft possegga le 'chiavi' del web.

      Più che "chiudere internet", forse, bisognerebbe chiudere l'account Twitter di Trump. O, come ha suggerito il fondatore di Amazon Jeff Bezos, spedirlo nello spazio. Molto, molto a lungo.

      3. Trump e le origini di Obama

      "Una 'fonte estremamente credibile' ha chiamato il mio ufficio per dirmi che il certificato di nascita di Barack Obama è falso."

      Con quelle parole, Trump non perse l'occasione per alimentare le teorie del complotto che sostenevano come l'ex senatore dell'Illinois, oggi Presidente da quasi otto anni, sia nato in realtà al di fuori dei confini americani. Queste voci sarebbero state originate ad arte nel 2008, forse dai sostenitori di Hillary Clinton, al tempo sua rivale.

      L'uscita di Trump risale a molto prima della sua candidatura. Era il 2012, e Obama - che è nato da madre americana e padre keniano alle Hawaii - sarebbe stato rieletto di lì a poco per un secondo mandato. Trump disse anche che l'elezione in questione "non era democratica," proprio a causa delle origini poco chiare del candidato democratico.

      4. Trump e la fede di Obama

      Nel 2011, intervistato da FOX TV, Trump disse che sul "vero" certificato di nascita di Obama ci potrebbe essere scritto che il Presidente sia "musulmano."

      A settembre 2015, durante il question time di un comizio, un uomo del pubblico ha incalzato Trump dicendo: "Sappiamo che il nostro presidente è musulmano. Sappiamo anche che non è americano." Trump non lo ha corretto, limitandosi ad annuire e a sogghignare.

      Hillary Clinton, su Twitter, definì l'atteggiamento di Trump come "inquietante e profondamente sbagliato."

      Il responsabile della comunicazione del candidato repubblicano Corey Lewandowski, il giorno seguente, spiegò al Washington Post che Trump non aveva sentito quella parte della domanda.

      5. Trump e le donne

      La retorica offensiva e retrograda di Trump sulle donne è alimentata da una ricca, ricchissima successione di uscite pubbliche—una più disgustosa dell'altra. Una retorica fatta di volgari commenti a sfondo sessuale, ma ancora più spesso di insulti:

      Il suo approccio 'macho' alla vita e alla politica - l'immagine dell'uomo di successo, che comanda e sottomette - è una delle costanti della sua carriera, fin dagli esordi nell'imprenditoria e in televisione. Ad esempio, quando disse che Bette Midler è una donna "estremamente brutta":

      O come quando disse che tutte le partecipanti donne al talent show televisivo da lui condotto, The Apprentice, avevano "in un modo o nell'altro flirtato con me—consciamente o inconsciamente."

      6. Trump, Hillary e il sesso

      A proposito di donne, Hillary Clinton resta uno dei bersagli preferiti di Trump. Questo è un retweet, poi cancellato, pubblicato dall'imprenditore - o dal suo staff - sul profilo Twitter: "Se Hillary Clinton non riesce nemmeno a soddisfare il suo uomo, cosa le fa pensare di poter soddisfare l'America?".

      Qui il riferimento, nemmeno poi troppo velato, è al sexgate che negli anni '90 coinvolse l'ex presidente americano e un'impiegata 22enne della Casa Bianca, Monica Lewinsky.


      7. Trump e i messicani

      "Quando il Messico manda qui la sua gente, non ci sta mandando il meglio. Non mandano te, o te. Stanno mandando persone piene di problemi, e queste persone portano i loro problemi qui da noi. Portano droghe. Portano crimine. Sono stupratori. E alcuni, credo, sono buone persone."

      Questo è un estratto del discorso con cui Trump, a giugno, annunciò di volersi candidare alla presidenza. Un ottimo inizio, non c'è che dire.

      A settembre, per rilanciare la sua politica anti-immigrazione, annunciò di volere costruire un "grande, grande muro al confine meridionale degli Stati Uniti." E aggiunse: "Farò in modo che il Messico paghi per quel muro."

      8. Trump e il riscaldamento globale

      Per non farsi mancare nulla, Trump è riuscito anche a contestare la teoria - scientificamente comprovata - del riscaldamento globale. Per lui infatti quella del climate change è "una stronzata che deve essere fermata, il pianeta sta congelando, le temperature sono ai minimi storici":

      Come se non bastasse, Trump ha capito perfettamente chi ha dato origine a questa fantasia. Secondo lui, è tutta un'astutissima idea dei cinesi:

      9. Trump e i disabili

      A novembre, Trump ha imitato un giornalista del New York Times affetto da una grave forma di disabilità, l'artrogriposi.

      Le immagini, di per sé, sembrano abbastanza esplicative. Eppure Trump si è difeso dicendo: "Ho detto quella frase in modo molto espressivo, e qualcuno ha detto che lo stavo prendendo in giro. Non prenderei mai in giro una persona con quelle difficoltà. Non lo farei mai."

      Molti osservatori hanno definito l'imitazione di Trump come il "nuovo punto più basso" da lui raggiunto durante campagna elettorale. Ce ne saranno altri?


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      Foto di apertura di Gage Skidmore, pubblicata su Flickr in Creative Commons.

      Argomenti: politica, americhe, presidenziali 2016, elezioni usa 2016, donald trump, hillary clinton, sessismo, razzismo, messico, is, musulmani, islam, usa, stati uniti, conservatori, primarie, usa 2016

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