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      Come la Germania è diventata il parco giochi della mafia italiana

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      Crimine

      Come la Germania è diventata il parco giochi della mafia italiana

      Di Leon Benz

      G: Oh.. Achi... cosa stai facendo? La Mamma è lì?
      A: No, perché?.. Cosa è successo?
      G: Achi... la Mamma è lì?
      A: No, ma perché?
      G: Vai a dirglielo pe....[pianto]
      A: Che c'è?
      G: È morto mio fratello, è morto mio nipote, è morto tuo fratello, sono morti tutti...

      Quanto riportato sopra è una parte della telefonata avvenuta la notte del 15 agosto del 2007 tra Giovanni Strangio e Achille Marmo, dopo che furono uccise sei persone davanti al ristorante "Da Bruno" di Duisburg.

      "La mamma" era il capo della famiglia Pelle-Vottari, la 'ndrina di San Luca - da anni in faida con la cosca Nirta-Strangio - ritenuta responsabile degli omicidi di quella notte.

      Divenuta poi famosa sotto il nome di "la strage di Duisburg", la carneficina del 2007 è un caso emblematico nella storia tedesca: per la prima volta si è iniziato ad affrontare il problema della presenza della mafia italiana sul suolo tedesco; tanto che nel giro di pochi giorni è nato il movimento antimafia "Mafia? Nein danke!", e i giornali e tabloid tedeschi si sono si sono riempiti di approfondimenti sul tema 'mafia italiana'.

      Ma cosa c'entra la mafia italiana con la Germania?

      "È arrivata fin lì grazie alle ondate migratorie dall'Italia negli anni Sessanta," spiega a VICE News Margherita Bettoni, che da due anni e mezzo lavora per Correctiv—una newsroom non-profit di giornalismo investigativo che tra le varie inchieste ha approfondito il tema delle mafie in Germania.

      "A differenza di quello che si possa pensare, la Germania è—dopo l'Italia—il paese europeo dove la mafia è più presente."

      A partire dalla fine degli anni Settanta e primi anni Ottanta, infatti, in Germania sono presenti tutte le ramificazioni classiche delle varie mafie italiane: c'è la Sacra Corona Unita pugliese, ci sono Cosa Nostra e la Stidda siciliane, c'è la Camorra campana. E ovviamente, c'è la 'ndrangheta.

      A oggi, infatti, è sicuramente la 'ndrangheta ad essere la più presente e influente sul suolo tedesco—come affermato nel 2013 anche dal presidente della BKA (la polizia federale tedesca) Jörg Ziercke durante un convegno in memoria di Beppe Alfano, il giornalista siciliano trucidato vent'anni fa dalla mafia.

      In grigio scuro la presenza accertata di locali, mentre in grigio chiaro la presenza di 'ndrine e/o loro attività [mappa via Wikimedia Commons]

      Sono circa 500 i mafiosi riconosciuti formalmente—e quindi incriminati—dagli investigatori tedeschi, ma "attorno a questi 500 c'è tutta la cosiddetta 'zona grigia', e cioè la bassa manovalanza come il piccolo spacciatore di un clan," chiarisce Bettoni.

      Di questi, anche in questo caso solo in via formale, almeno 300 sono gli 'ndranghetisti divisi in diverse 'ndrine—Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, i Farao e i Pesce Bellocco.

      Le famiglie calabresi si sono sparse sul territorio, differenziandosi per locali, ovvero zone che fanno riferimento a divisioni in Calabria.

      "Adesso la polizia tedesca, come anche quella italiana, si sta concentrando sulla 'ndrangheta—per cui si potrebbe anche dire che l'elevato numero segnalato derivi dal fatto che ora è il focus delle indagini," afferma Margherita Bettoni.

      Come opera la mafia sul suolo tedesco

      "A causa della loro prossimità con l'Italia, sono le regioni tedesche sud-occidentali—Baviera e Baden-Württemberg—i principali campi d'azione della mafia in Germania," dichiara alla Frankfurter Allgemeine Zeitung Dieter Schneider, capo della polizia criminale del Baden-Württemberg.

      "Su 450 persone sospettate di essere legate alla criminalità organizzata, almeno 145 sono nella nostra regione. La spiegazione è semplice: la mafia va dove ci sono i soldi," specifica.

      Come succede in Italia, la mafia in Germania attua quella che si può definire la politica del meno morti più affari. Non a caso, i maggiori affari mafiosi si concentrano attorno a riciclaggio di denaro, traffico di droga, estorsioni, sfruttamento della prostituzione, traffico di armi e, soprattutto ora, edilizia.

      Per quanto riguarda il traffico di stupefacenti, la zona della Baviera è quello che viene definito "un porto sicuro." Mario Huber, capo della polizia criminale della Land, dichiara infatti che "la 'ndrangheta è diventata nel giro degli ultimi quindici anni il maggiore trafficante di cocaina al mondo," riferendosi in particolar modo ai dati ufficiali tedeschi che per il 2014 stimano un traffico pari a 580 milioni di euro solo nella zona.

      Il traffico di valuta falsa e il riciclaggio di denaro, invece, sono di certo un altro fra i crimini più diffusi della mafia italiana in Germania. Il Tax Justice Network, rete globale che si batte contro i paradisi fiscali, posiziona la Germania all'ottavo posto a livello mondiale, definendola "l'Eldorado del riciclaggio."

      Gli arresti del 2015 nell'ambito dell'operazione Rheinbrücke

      "I clan vengono in Germania a depositare il denaro che guadagno in italia. Nel nostro paese non si è tenuti a dichiarare la provenienza dei soldi, di conseguenza il riciclaggio di denaro sporco è molto facile," ha spiegato Anna Maria Neifer del Westdeutscher Rundfunk nel 2014 al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia durante un incontro sul tema.

      "Per avere un quadro più chiaro, abbiamo cercato di identificare i confini familiari e il contesto che questi clan si sono creati nella società tedesca," spiega invece Margherita Bettoni a VICE News.

      L'estorsione, "per chi non è pratico del tema, se la immagina come la classica scena del mafioso che entra nel ristorante chiedendo 500 euro per non bruciare il locale. Qui funziona in maniera molto più sofisticata: il mafioso d'oggi in Germania non è più quello con la coppola e la lupara, ma ha sviluppato metodi molto più complessi, quasi da businessman," continua la giornalista.

      "Molte estorsioni funzionano secondo lo schema per cui una persona di un determinato clan va in un ristorante, lasciandosi identificare chiaramente come portavoce della 'ndrina e propone al proprietario ad esempio l'acquisto di un vino abbastanza scadente ad un prezzo molto alto," spiega.

      In questo modo per gli investigatori è molto più difficile tracciare o identificare l'atto estorsivo: formalmente, un produttore di vino sta semplicemente vendendo il suo prodotto al ristorante, che accetta un prezzo, in quella che appare difficilmente come una semplice compravendita.

      La baumafia

      Una delle attività principali della mafia in Germania rimane però l'edilizia, chiamata—appunto—baumafia.

      "Molti appartenenti ai clan fungono solo da rappresentanti, da noi chiamati proxies, ma che non sono la mente criminale. Il secondo livello sono i cosiddetti pickers: più importanti nella linea di comando, con il duplice ruolo di contabili. Successivamente ci sono i baumafia CEO's, gli amministratori degli affari mafiosi."

      "A capo di tutto ciò abbiamo identificato Calogero di Caro, che aveva un ruolo fondamentale nel controllo delle varie famiglie e del territorio essendo capo mandamento di Mannheim e anche di Agrigento. Questo personaggio è stato ucciso, secondo alcune fonti, per mandato di Matteo Messina Denaro," spiega Cecilia Anesi, co-fondatrice dell'IRPI.

      Alcuni magistrati hanno anche affermato che il sistema edilizio tedesco è totalmente pervaso da infiltrazioni mafiose che crescono di anno in anno, a causa di queste aziende che operano nella più totale illegalità, evadendo le tasse, sfruttando la manodopera e aumentando i loro affari pressoché incontrastate.

      Il fatto che l'edilizia sia la miglior forma di investimento mafioso, nonché il canale privilegiato per il riciclaggio di capitale sporco, sta avendo delle pesanti ripercussioni sulle società oneste che—come affermato dallo Spiegel—non riescono minimamente a competere sul lungo periodo.

      Perché la Germania è un paradiso per la mafia

      "La mafia continua a fare affari in Germania perché ci sono dei varchi fra la legislazione tedesca e quella italiana che gli consenteno di prosperare," spiega Bettoni. E la mancanza più grave è quella dell'assenza del 416-bis: in Germania, in pratica, non c'è un reato che punisca l'associazione mafiosa.

      "In Italia l'appartenenza ad un'organizzazione mafiosa è già un reato, mentre in Germania se una persona viene segnalata dalla polizia italiana come appartenente ad una 'ndrina calabrese, non si può neanche cominciare a investigare su quella persona perché non ha commesso nessun reato: ci devono almeno essere dei sospetti, ad esempio per traffico di droga o di denaro," continua.

      "A Singen, per esempio, è stato registrato dalla polizia del Baden-Württemberg un battesimo mafioso non di un nuovo affiliato ma di un locale—rito frequente per la 'ndrangheta: quando una 'ndrina si trova a discutere, viene battezzato il luogo in cui si trova—e gli investigatori, nonostante l'evidenza, non avevano la possibilità legale di agire. Secondo le leggi tedesche, recitare quel rito non configura un reato," spiega.

      "Io lo battezzo come lo hanno battezzato i nostri tre cavalieri che dalla Spagna sono partiti, da Roma sono passati, per ... e ... a Roma so ... no ... a Napoli sono sbarcati e in Sicilia si sono fermati e in Calabria hanno formato. Se loro hanno battezzato con carceri scuri e ... e ... con carceri scuri e carceri penali, con carceri scuri e carceri penali lo battezzo io, se loro hanno battezzato con rose e fiori, con rose e fiori la battezzo io e mi riserbo [incompr.] ... specchi e spilli e località con parole di umiltà è battezzata questa località."

      Parte del discorso tenuto durante il battesimo, tratto da "La giustizia è una cosa seria"

      L'altra questione cruciale è che, a differenza delle misure previste dall'art. 321 del codice penale italiano, in Germania non esiste il sequestro preventivo.

      "In Italia, dal momento in cui c'è un'accusa di associazione mafiosa, è possibile sequestrare beni e immobili ed è la persona stessa che deve dimostrare che quegli immobili sono stati acquistati con soldi legittimi," spiega la giornalista.

      "In Germania è il valido il contrario. Nel senso che se uno spacciatore che viene arrestato e si viene a scoprire—tramite le indagini—che spacciava per una cosca ed era una persona che dichiarava di guadagnare 400 euro al mese ma aveva una villa con la piscina, paradossalmente non è possibile fare niente. Deve essere la polizia a riuscire a dimostrare come questa villa sia stata acquistata con soldi illegali."

      "Ed è questo uno dei motivi per cui una delle principali entrate delle mafie in Germania è legata al riciclaggio di denaro: i mafiosi sanno che difficilmente hanno da temere un sequestro."

      Anche se nell'accordo di coalizione tra la CDU e la SPD è presente la proposta di inserire il Beweislastumkehr (ossia il rovesciamento dell'onere della prova), la lotta contro la mafia in Germania deve fare ancora molti passi in avanti.

      "In Germania, quando si pensa alla mafia si pensa a un pizzaiolo che magari ha un po' di affari loschi", conclude Bettoni. "Insomma, non è percepita come il reale problema che rappresenta."


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      Argomenti: crimine, mafia mafia in germania, germania, italia, ndrangheta, camorra, cosa nostra

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