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      A Torre del Greco si è finiti per usare il Vesuvio come argomento anti-immigrazione

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      Foto di Enrico Nocera/VICE News

      Reportage

      A Torre del Greco si è finiti per usare il Vesuvio come argomento anti-immigrazione

      Di Enrico Nocera

      "Il centro di accoglienza non lo voglio."

      È un sabato pomeriggio di primavera, e a Torre del Greco questa frase risuona per l'aria, urlata in coro fino a tarda sera.

      Siamo in provincia di Napoli, nel paese più popolato di tutto l'hinterland vesuviano.

      La sede locale di CasaPound Italia ha organizzato un sit-in contro il supposto arrivo di 300 migranti nelle strutture di accoglienza della città.

      Una cinquantina di manifestanti sventola bandiere tricolore, e rivendica il diritto degli italiani a essere "aiutati per primi."

      Un classico—di queste manifestazioni, e di questi tempi. Ma al di là delle contingenze, è solo un tassello in una vicenda che da inizio anno coinvolge la città campana.

      (Enrico Nocera/VICE News)

      Già nei primi mesi del 2017, lungo le strade di Torre del Greco, erano stati affissi manifesti con le firme di CasaPound Italia e Forza Nuova.

      "No al centro d'accoglienza. Basta business dell'immigrazione," si leggeva su quelli di CPI.

      "300 clandestini in arrivo. Torre del Greco non li vuole," era stato impresso su quelli di Forza Nuova.

      Si tratta di concetti estremi, espressi a suo modo—però—anche dal sindaco della città, Ciro Borriello.

      Il sindaco 'leghista' di Torre del Greco

      Nato politicamente in Forza Italia, con la quale fu anche eletto deputato, Borriello ha avuto un trascorso politico piuttosto variegato.

      Dopo l'esperienza berlusconiana, è passato con Clemente Mastella nell'Udeur, successivamente con Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, e infine—a marzo—si è autoproclamato "primo sindaco leghista della Campania" con tanto di cerimonia pubblica di adesione a "Noi con Salvini" alla presenza dello stesso leader leghista.

      "Non è un mistero che io condivida molte idee di Salvini, in particolare per quanto riguarda sicurezza e immigrazione," spiega lo stesso Borriello a VICE News.

      "A Torre del Greco vedo ogni giorno decine di rom in strada a chiedere l'elemosina: è un fenomeno preoccupante. Molti migranti non scappano da nessuna guerra civile. Vengono qui perché nel loro paese guadagnano meno di 40 euro al mese—cifra che raggiungono in un solo giorno stando qua, all'ingresso di qualche negozio per chiedere l'elemosina."

      Nessuna sorpresa, quindi, che il sindaco si schieri contro l'accoglienza e i nuovi arrivi.

      (Enrico Nocera/VICE News)

      "Questi 300 immigrati non faranno altro che impoverire ulteriormente il nostro tessuto sociale. Se avrò modo, mi opporrò con tutte le mie forze. D'altro canto il bando della prefettura parla chiaro: il costo per la collettività è di 35 euro a immigrato. Credo che questi 35 euro farebbero comodo a 300 cittadini disoccupati di Torre del Greco, anziché a 300 immigrati presunti profughi e rifugiati."

      Borriello utilizza le stesse polarizzazioni di Salvini: da un lato noi, dall'altro loro; da un lato le difficoltà economiche degli italiani, dall'altro i clandestini che sottraggono risorse e lavoro ai cittadini del posto.

      Non è un caso che la locale sezione di CasaPound—assieme a quella di Forza Nuova—abbia tratto nuova linfa da quando il sindaco ha esternato pubblicamente le sue posizioni.

      (Enrico Nocera/VICE News)

      A Torre del Greco si parla ormai un linguaggio molto esplicito in tema di immigrazione e accoglienza. Ben diverso da quello del vicino capoluogo Napoli, dove il sindaco Luigi de Magistris alimenta da sei anni la narrazione sulla "città dell'accoglienza e della tolleranza."

      Nell'hinterland vesuviano, la direzione sembra essere del tutto opposta.

      Ciro Andretti, ferroviere autodefinitosi su Facebook "soldato politico," è il coordinatore locale di Forza Nuova.

      E in una lettera inviata al prefetto di Napoli, Carmela Pagano, non usa giri di parole.

      "Riteniamo utile percorrere in primis la strada del buon senso e del dialogo istituzionale. Non dovesse bastare, non escludiamo la possibilità di scendere in piazza per alzare vere e proprie barricate" contro l'arrivo dei migranti nelle strutture di accoglienza.

      Perché la politica a Torre del Greco è così ostile ai migranti

      Per capire come il tema dei migranti a Torre del Greco sia diventato uno strumento di lotta politica—in una città dove il discorso sull'immigrazione è storicamente legato più a chi parte che a chi arriva—bisogna tornare a qualche anno fa.

      Maggio 2012: la compagnia di navigazione Deiulemar dichiara fallimento a causa di un buco di bilancio di oltre 800 milioni.

      Un crac finanziario che interessò circa 13mila risparmiatori, quasi tutti di Torre del Greco e città confinanti, che avevano investito migliaia di euro in obbligazioni affidate alla società delle famiglie di armatori Iuliano, Della Gatta e Lembo.

      Dal 2012 Torre del Greco vive, così, una crisi economico-finanziaria che si è infiltrata in ogni strato sociale, persino all'interno del Comune—dove non sono mai stati corrisposti i tributi ICI da parte della Deiulemar relativi agli anni 2009, 2010 e 2011. Totale: 97mila euro.

      Dalla tensione sociale a quella politica il passo è stato breve. E l'estrema destra torrese ha fatto suo il tema del disastro economico-sociale in cui la città è sprofondata da un giorno all'altro, per alimentare il discorso anti-immigratorio.

      (Enrico Nocera/VICE News)

      "Crac Deiulemar, crisi del settore marittimo e del commercio: siamo una città economicamente a terra che non è in condizioni di accogliere," spiega a VICE News il coordinatore regionale di CasaPound Italia per la Campania, Ferdinando Raiola.

      "A me del terrorismo non frega nulla," specifica: "il vero problema è sociale. Faccio un esempio: gli immigrati, spesso, vengono assorbiti dalle aziende come manodopera a basso costo da sfruttare nei campi, nelle fabbriche, sui cantieri edili."

      "Non solo: il lavoratore immigrato, anche se 'messo a posto' dal datore di lavoro secondo tutti i termini di legge, è difficile che organizzi scioperi per difendere i propri diritti: gli dai due euro all'ora ed è contento."

      "Così facendo i lavoratori italiani perdono non solo giorni di lavoro, ma anche i propri diritti, perché tanto la produzione sarà garantita lo stesso. Se il terrorismo non esistesse, il problema dei migranti sarebbe comunque presente."

      Il Vesuvio come argomento anti-immigrazione

      L'ultimo elemento della propaganda anti-migranti, poi, è il rischio Vesuvio.

      A sottolinearlo è Ciro Andretti, nella lettera inviata al prefetto Pagano.

      "Già a partire dal 2003, la Regione Campania imponeva il divieto alle città rientranti nella 'zona rossa' di assumere provvedimenti in grado di comportare incrementi delle edificazioni a scopo residenziale, per facilitare l'elaborazione di piani di evacuazione in caso di rischio vulcanico."

      Un aumento di 300 unità della popolazione residente "non autonome e libere di evacuare in caso di eruzione vulcanica con mezzi propri," secondo Forza Nuova "andrebbe a inficiare i piani di evacuazione con fatica elaborati negli ultimi decenni."

      (Enrico Nocera/VICE News)

      I 300 migranti sono così diventati, loro malgrado, un simbolo del disagio economico e sociale di una delle città più popolate della Campania e del Sud Italia.

      Un simbolo su cui si concentra, ormai da mesi, il dibattito politico cittadino. Mache, però, potrebbe persino dimostrarsi inesistente.

      Il bando di gara "Servizi di accoglienza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale" è stato pubblicato dalla Prefettura di Napoli nel gennaio 2017. E tale bando, come specificato nelle prime righe, indica: "durata presunta fino al 31 dicembre 2017."

      "Se il terrorismo non esistesse, il problema dei migranti sarebbe comunque presente".

      Significa quindi che i migranti avranno diritto all'accoglienza nelle strutture predisposte fino a quella data. Ritenuta indicativa, ma pur sempre a termine.

      Saranno, insomma, ben lontani dal diventare parte della "popolazione residente" in modo permanente. E che quindi sicuramente non inficerebbero i piani di evacuazione in caso di eruzione del Vesuvio.

      I "300 clandestini" fantasma

      Fino ad oggi, ben oltre la metà dell'anno in corso, la Prefettura di Napoli non ha emanato alcuna comunicazione ufficiale relativa a un numero più o meno consistente di immigrati da accogliere a Torre del Greco.

      I 300 "clandestini" di cui parlano sindaco, CasaPound e Forza Nuova—in sostanza—sono frutto di un calcolo ipotetico basato sui lotti indicati nel bando di gara.

      All'allegato C, "Lotti territoriali della provincia di Napoli", si legge che al lotto numero 1, che comprende Torre del Greco e altre sei cittadine dell'area, corrispondono 800 posti in gara, "tenendo conto di una presunta ospitalità non superiore al 2,5 percento della popolazione residente."

      In nessuna parte del bando, o in alcuno dei suoi allegati, si legge che Torre del Greco debba prepararsi ad accogliere, da sola, 300 degli 800 immigrati previsti per il lotto 1.

      (Enrico Nocera/VICE News)

      Il sindaco di Torre del Greco, che non nasconde l'ambizione di tornare sugli scranni parlamentari, ha così portato avanti una campagna anti-immigratoria sulla base di numeri non ufficialmente definiti e basati su un calcolo puramente indicativo e ipotetico.

      D'altro canto nessuna delle strutture ipotizzate come centri temporanei d'accoglienza, dall'Hotel Holiday sul lungomare, alla parrocchia del Buon Consiglio nel quartiere Leopardi, ha confermato la propria partecipazione al bando.

      La stessa parrocchia della Madonna del Buon Consiglio, dopo mesi di dichiarazioni pubbliche sui giornali e manifestazioni in strada da parte dell'estrema destra torrese, ha diffuso una comunicazione pubblica di smentita.

      "In merito alle false notizie fatte circolare, anche in rete, negli ultimi giorni, circa un progetto di accoglienza dei migranti nei locali dell'ex orfanatrofio del Santuario, si comunica che, in tal senso, non esiste alcun progetto."

      (Enrico Nocera/VICE News)

      La parrocchia, molto nota a Torre del Greco per essere da sempre impegnata in progetti di integrazione per immigrati già residenti in città, contraddice totalmente la versione dei "300 migranti nelle strutture di accoglienza" portata avanti dal sindaco Borriello.

      "I nostri locali non sono in grado di essere usati per accogliere persone per i molti problemi strutturali. Ci stupiamo di apprendere di progetti di cui non sappiamo assolutamente nulla," spiegano a VICE News.

      Il responsabile della pagina Facebook della parrocchia descrive efficacemente, in un successivo commento alla pubblica smentita, come a Torre del Greco la "post-verità" sul discorso migratorio si sia ormai imposta nel dibattito pubblico e politico.

      "Se tutti parlano del 'ciuccio che vola' questo non indica che il quadrupede lo faccia sul serio. Il 'tutti ne parlano' non può piegare la verità verso lidi e complotti a lei sconosciuti," in risposta a un'utente che chiedeva perché tutti in città ne parlassero.

      (Enrico Nocera/VICE News)

      La narrazione anti-immigratoria, basata su numeri ipotetici, scenari futuri incerti e prospettive apocalittiche dal punto di vista ambientale, si è comunque imposta con grande forza.

      Pur in assenza di qualsiasi dato o comunicazione ufficiale, molti abitanti di Torre del Greco sono convinti che presto o tardi la loro città sarà invasa da un'orda di stranieri pronti a occupare le strutture di accoglienza. E a peggiorare la già precaria condizione lavorativa.


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      Argomenti: italia, torre del greco, napoli, campania, forza nuova, casapound, fascismi, neofascisti, politica, reportage

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